Il mondo va in un’altra direzione e noi usiamo ancora vecchi strumenti interpretativi per cercare di capire la realtà che ci circonda. Dopo il fuoco dell’invasione  pandemica , sembra che questa realtà si stia dissolvendo in tutte le sue principali articolazioni fisiche e materiali. Un diffuso tsunami immateriale, composto da flussi, reti digitali, cloud ed algoritmi esponenziali,  ha investito  il nostro pianeta, avvolgendolo in una prospettiva inesorabile ed irreversibile.

 

Abbiamo la necessità  di ritrovare  nuove coordinate, nuovi codici interpretativi e progettuali, nuove direzioni strategiche, da destinare a soggetti capaci di metterle in atto.  Bisogna riconsiderare le nostre esperienze  urbane,  ri-attraversare la loro storia, avere la capacità di concepirne un nuovo senso,  le loro nuove forme.

 

E’ opportuno ritrovare nuovi linguaggi e visioni, capaci di dispiegare nuovi territori, nuovi luoghi riconoscibili, nuovi orizzonti per ognuno di noi, per i nostri corpi, per le nostre città, per i nostri paesaggi naturali.   [LEGGI TUTTO]

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